venerdì 12 ottobre 2012

Chi va con lo Zoppo... legge MOLECOLE n. 40: Il Maniscalco Maldestro, Lorenzo Feliciati, Vertical

Chissà perchè mi aspettavo altro da questa band. Chissà perchè mi immaginavo la solita boiata per ragazzetti vacanzieri in Salento, roba che li strozzerei uno ad uno. Saranno stati i baffoni e il finto demodè della copertina. Invece no. Il Maniscalco Maldestro è un quartetto rock tanto tosto quanto imprevedibile, Ogni cosa al suo posto un terzo album sanguigno e fantasioso. Il tiro pestone dei Led Zeppelin convive con il folk-rock, la canzone d'autore è irrobustita dal groove alla Motown, in un gioco di specchi ironico e gustoso. E poi chi suona il Fender Rhodes avrà gloria imperitura nell'alto dei cieli.

http://www.ilmaniscalcomaldestro.com


Basta dire "traveling musician" e avere il marchio di Rare Noise Records e il gioco è fatto. Potrei anche innamorarmi. Lorenzo Feliciati è un fior di musicista e il suo jazz-rock si sposta più in là, verso la frontiera, quella che ci vai ma è già altrove. Tra Sportin' Life e Discipline, tra fusion di classe e art-rock di confine, Frequent Flyer affascina non tanto per lo stuolo di ospiti (citiamo solo Mastelotto, Djivas e Mintzer) ma per le atmosfere soffuse - mai soporifere o banali - e per la signorilità dell'insieme. Impalpabile e meditativo, ferma restando la propensione a larghi e densi campi strumentali. Per palati fini.

http://www.lorenzofeliciati.com
 

On the one. E' difficile fare funk in Italia, più del rock. Siamo il paese del lissio e dei tormentoni estivi, figuriamoci se reggiamo groove torrenziali su vamp acidi. Il giochino l'hanno capito in pochi: Bobby Soul, Paolo Apollo Negri, Signor Wolf Funk Exp e qualcun altro. Compresi i Vertical. Black Palm è un discone, poche balle: dieci anni di attività, live come se piovesse, sul palco con gente come James Brown e James Taylor Quartet, roba che ti stimola e ti forma profondamente. E' per questo che il secondo disco della band veneta la colloca su un piedistallo: un fil rouge funk scuote pezzi influenzati sia dall'acid jazz che dall'afrobeat, in un susseguirsi pulsante e sensuale. Ernesto, ovunque tu sia perdonami: sti ragazzi andavano ipso jure nella tua Anthologia Funk.

http://www.verticalmusic.it

D.Z.

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