mercoledì 26 dicembre 2012

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'La sposa del tempo', il disco d'esordio dei Marchesi Scamorza

Gioventù progressive all'assalto! E' la volta dei Marchesi Scamorza, un nome bislacco - decisamente in linea con la grande tradizione del nostro prog - dietro il quale si cela un'agguerrita formazione ferrarese, nata da qualche anno e subito giunta al sospirato full-lenght. Mentre una larga fetta del rock contemporaneo italiano (soprattutto quello di area indie/alternative) si muove tra Ep e mini-album, il prog tricolore si presenta sempre maturo e ambizioso, non tralascia mai la lunga durata anzi si mostra sempre legato al long playing. I Marchesi non sono da meno e in questo debutto lanciano la propria visione del rock d'arte: oscillando tra PFM e Genesis, Delirium e Yes, i ragazzi confezionano un buon biglietto da visita.

"Sentieri di carta", "Lo schiavo di Babilonia" e "Il castello delle stagioni" sono episodi emblematici: rock scattante e articolato, che sfrutta sia certe morbidezze acustiche che un piglio più sfrontato e graffiante, accostandosi tanto all'epicità cara al Biglietto per l'Inferno quanto al brio spumeggiante di De André con la PFM. Nella freschezza di fondo e nell'equilibrio tra le varie componenti, i Marchesi non sono affatto distanti dai corregionali Barock Project: se però i bolognesi hanno rivelato con il tempo un perfezionismo impeccabile, il giovane quintetto ha ancora delle incertezze (specialmente nelle parti vocali) e a volte non si libera da una certa piattezza.

Nonostante i difetti genetici, "La sposa del tempo" presenta al pubblico una band a suo agio nell'interpretare la grande tradizione prog tricolore. 


(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3617)

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