mercoledì 1 maggio 2013

Chi va con lo Zoppo... legge MOLECOLE n. 45: Venua, Rosa Brunello 5tet, Fabrizio Fedele

Chi se ne fotte del tempo, della contemporaneità così rapida e comoda, del digitale che se sbagli cancelli, copi e incolli. Ai Venua piace talmente tanto l’idea di un sound polveroso, demodè e desertico che Blah Blah Blah nasce in pieno regime analogico, bobine, valvole, sudore e sorrisi. Il secondo album della band bergamasca – prodotto da Marco Fasolo dei Jennifer Gentle – suona dritto, incisivo, convinto: pop-rock di sicuro, ma spalancato all’epica soul cara ai Black Keys, al meglio di Mogolbattisti, a raccontini che sembrano sciocchezze ma non fai tempo ad accorgertene che ti hanno già fotografato in pieno. Disco piacevole e gustoso, suonato pensando a ieri e guardando a domani.
www.facebook.com/venuaband

Per Rosa Brunello il tempo è un’altra cosa. E’ sospensione, pausa, quella controra ombrosa e assolata a seconda di dove ti muovi, pancia piena, palato amaro di caffè e un bel ricordo di gamberoni in un trionfo di frittura, proprio quello consegnato a una copertina tutta paranza e profumi. Camarones a la plancha è un formidabile spaccato di jazz moderno, nel quale il quintetto sciorina influenze hot, reggae, latin e funk in una sequenza allettante e fresca. Vedi una ragazza al contrabbasso e pensi a Esperanza Spalding – con la quale Rosa condivide l’amore per Dave Holland – ma qui non bisogna dimenticare l’amalgama di una band coi fiocchi. Buon appetito.

E il tempo per Fabrizio Fedele? Conoscendolo bene, è un vortice interamente-completamente-appassionatamente dedicato alla musica. Alla sua chitarra, al perfezionamento di un progetto ben preciso che ha in mente da anni, corda su corda, passo dopo passo, disco nuovo scaccia disco vecchio. Ashes 2013 part two è il secondo tassello di un lavoro più ampio in cui il chitarrista partenopeo prova ad aggiungere qualche ingrediente nuovo alla sua apprezzata ricetta jazz-fusion. Nel caso specifico, la componente melodica sempre presente è valorizzata a dovere, complice la partecipazione della vocalist MisSara. Un Fedele più meditativo e liquido (nello stile del Corrado Rustici solista, per intenderci), perfetto contraltare alla sua più nota wild side.

D.Z.

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