venerdì 7 giugno 2013

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Sogno Errando', il nuovo album degli Altare Thotemico

C'è una dichiarazione celata, occulta, sotterranea oserei dire, in questo secondo album degli Altare Thotemico: "non siamo prog", sembra vogliano dire Gianni Venturi e la band. E' come se "Sogno Errando" volesse sprigionare questa tensione all'alterità solco dopo solco, tra simboli, rivelazioni e composizione estemporanea. A dire il vero già dal primo album la formazione bolognese aveva messo in mostra un'indole anomala, poco affine a certe dinamiche tipiche del prog: l'uscita con Maracash, la partecipazione a festival progressive e gli ottimi apprezzamenti della stampa internazionale avevano tuttavia ribadito un'appartenenza al genere che ora il gruppo intende superare.

"Sogno errando" è un lavoro diverso dal predecessore: se il debutto del 2009 presentava un rock-jazz multiforme e coperto dalla polvere del vintage, ora gli AT sciacquano i panni nell'Arno del jazz e tornano con una free form evocativa, affidata al potere catartico della parola e del recitato, alla liquidità del jazz vissuto come esperienza oracolare, davisiana. In questo senso non sono così lontani dalla recente esperienza del Magnetofono: se il trio di Alan Bedin si propone come una via di mezzo tra Carmelo Bene e il Teatro degli Orrori, gli AT lasciano immaginare una nuova incarnazione degli Area con la poesia liberatoria cara a Copernicus, tanto per citare un esponente underground di quella "jazz poetry" che orienta con decisione "Sogno errando".

Un album fluviale - probabilmente l'unico limite è proprio questo voler dimostrare qualcosa di nuovo - e travolgente, nel quale il modello Area è ancora marcato, ma è altrettanto evidente la volontà precisa di manifestare una nuova identità senza disperdere i buoni risultati del 2009. "Le correnti sotterranee", la title-track e "Broken heart" sono qualcosa di sorprendente per intensità, pathos e trasporto: complici i musicisti coinvolti (ad es. il batterista Max Govoni) e il momento unico e irripetibile di speciale magia, gli AT si affrancano dall'eredità progressive per entrare in territori inesplorati. Jam esoteriche e notturne nelle quali fulminei sprazzi d'elettricità e tensione arrivano a illuminare l'ascolto, esperienza trascendente.


(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3656)

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