sabato 2 novembre 2013

Chi va con lo Zoppo... legge 'Musica leggera anni di piombo' di Luca Pollini

“I nostri non sono dischi, sono progetti politici”. La celebre affermazione di Demetrio Stratos, manifesto programmatico dell’esperienza Area usato a mo’ di esergo per il nuovo libro di Luca Pollini, è il fil rouge di uno dei decenni più controversi e dibattuti della nostra storia. Agli anni ’70 e alla musica ribelle della turbolenta decade l’autore dedica il suo contributo per la collana Velvet: in poche pagine Pollini fornisce le coordinate per comprendere intenzioni, obiettivi, modalità espressive e orizzonti culturali di chi all’epoca suonava tra molotov, acidi, bandiere e ciclostile. 

Esperto di costume e attento osservatore delle realtà giovanili, Pollini parte da lontano, dalla penetrazione di stilemi e tensioni dylaniane nell’opera dei primi cantautori e dall’avvento del movimento beat nella Milano perbenista e borghese dei primi anni ’60. La parte del leone è tuttavia riservata all’onda lunga del ’68: i protagonisti (gruppi, formazioni politiche, riviste, radio libere), le canzoni più rappresentative, la stagione dei grandi festival, fino all’epilogo simbolico dei polli e della violenza del Parco Lambro annata 1976. 

Più che un saggio analitico, Musica leggera è una sorta di compendio, un manuale introduttivo per neofiti che fornisce le indicazioni di base: non mancano gli errori (ad es. l’accusa di Joe Vescovi dei Trip agli organizzatori che avrebbero truccato il festival non avviene nel 1974 a Roma ma nel 1971 a Viareggio) ma la lettura è piacevole.


d.z.

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