sabato 25 gennaio 2014

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Oltre... lontano, lontano', il nuovo disco dei Gleemen

"Tutti coloro che amano, sono genii". Il nuovo disco dei redivivi Gleemen non è geniale, ma è un lavoro pieno d'amore e dedizione, tanto che l'aforisma di Evtusenko usato a mo' di esergo ne chiarisce lo spirito. Parlare di Gleemen significa tornare agli albori del nuovo rock italiano, in quel passaggio delicato e pieno di promesse a cavallo tra la fine del beat e gli inizi di qualcosa di nuovo. Facile liquidare la band genovese come l'embrione dei Garybaldi: i Gleemen partivano da un discorso rock-blues già nel 1965 - anno di fondazione per volontà di Bambi Fossati - e a questo tornano, come se nulla fosse successo in quasi mezzo secolo. 

Angelo Cassinelli e Maurizio Traverso sono gli artefici del ritorno, accompagnati da Fossati e altri amici come Martin Grice e Marco Zoccheddu: "Oltre... lontano, lontano" non ha legami con l'esperienza progressive e consegna all'ascoltatore moderno una band impegnata con un blues elettrico, spesso rovente e squadrato. Quello caro a Robben Ford, Robert Cray e Jeff Healey per intenderci, aggiornato ma al tempo stesso coperto da una patina tutta retrò di nostalgia. "Anima di gomma" e "Solo amore" sono i manifesti del progetto: rock-blues ad alto voltaggio da un lato, una rock ballad corale in crescendo dall'altro. "La grande carovana" e "Stelle di vetro" puntano all'hard corale nella vulgata newtrollsiana, "Skizoid Blues" e "In una stanza" sono affare da furente power trio con Bambi Fossati in stato di grazia. 

I riferimenti al disco del 1970 non mancano, a partire dal mostro in copertina, ma alcuni brani sono fin troppo legati a un linguaggio superato da anni (vedi la ballata "Il venditore di palloni"). Un lavoro piacevole e nulla più, destinato ai completisti.


D.z.

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