lunedì 17 febbraio 2014

Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Eta Carinae', il nuovo album degli Psicosuono

Bravi Psicosuono. Chi ci segue ricorderà sicuramente questa giovane band lombarda, attiva da un decennio e caratterizzata da un’idea ampia e brillante di sound rock: se nel disco d’esordio si evinceva una matrice floydiana piuttosto nitida, affiancata a un recupero di certo rock italiano alla Litfiba/Timoria, con il secondo album le cose cambiano.

Formazione nuova – nuovi ingressi e la coppia Elisabetta Giglioli e Stefano De Marchi come sempre alla guida del gruppo – e un ripensamento di sonorità animano “Eta Carinae”, che ha nella fusione di svariate influenze il proprio fiore all’occhiello. Classic rock, jazz-fusion, soul e blues si ritrovano in una scrittura che allarga e arricchisce la forma canzone in direzione progressive, sfruttando le possibilità strumentali offerte da tastiere e fiati. Ottimi esempi sono l’opener “Il conte Orlok” dall’attacco crimsoniano, “La scena” o la “hammondiana” “I just know that the wind was set”, che spinge i ragazzi in territori cari agli Affinity.

Certo non è tutt’oro ciò che luccica, accanto a pezzi definiti e compiuti ci sono anche momenti di debolezza, privi di una messa a fuoco precisa. Tra immediatezza pop-rock e articolazioni progressive, il settetto è tra le proposte italiane più interessanti in questo complicato interstizio. L’edizione del disco anche in inglese ribadisce la professionalità e la voglia di fare di un gruppo molto promettente, che è già al lavoro per un nuovo disco. Lo aspettiamo con interesse.


D.Z.

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