domenica 27 luglio 2014

Chi va con lo Zoppo... non perde la serata finale di Castellarte 2014!

Serata finale per Castellarte 2014, l’Effetto Terra contagia positivamente i giovani, tanta la voglia di divertirsi ma anche di costruire un futuro diverso e sostenibile.


L’atmosfera che si è respirata quest’anno a Castellarte, che domenica chiude la sua XXI edizione, è stata senz’altro diversa. Sempre attenta ai fenomeni sociali, l’Associazione Castellarte, infatti, ha voluto dedicare il Festival a chi reagisce in modo positivo alla spinta pesante della crisi. Effetto Terra, quindi, per parlare dei tanti giovani meridionali che, con spesso con una laurea o un master in tasca, hanno fatto una scelta di vita, l’impresa agricola, che ritorna all’antico ma con consapevolezze moderne.
Castellarte, prima con l’Anteprima svoltasi il 27 giugno, e poi con queste tre serate ha dato voce a chi ha scelto la qualità e la sostenibilità e ha scelto di farla abitare in Irpinia.

Sotto l’antica Torre che sovrasta il Mulino di Capocastello, perciò è “spuntato” l’impianto mini-eolico di Roberto Di Gennaro, un passato nel mondo dell’alta moda milanese e un presente nelle rinnovabili, o come il virtuoso irpino del basso elettrico Simone Vignola che proprio a Castellarte ha presentato il suo terzo cd “Life is a video game” pubblicato Black Lemon, un’etichetta tedesca Sono solo alcune delle tante storie che hanno dimostrato, in questi tre giorni, che la voglia di combattere la crisi con la forza della passione e del talento c’è e vuole uscire, in barba alla crisi, alla politica e al pessimismo.
“Il mio disco esce proprio in coincidenza con l’inizio di Castellarte – spiega Simone Vignola – e sono veramente felice di portarlo a Capocastello con il mio Groove Quartet. Questa nuova avventura mi porta oltre musicalmente, posso innestare la loop station con una band “old school”. Voglio trasmettere al pubblico emozione, voglio che chi mi ascolta senta che sono uno che non si arrende, che ama la musica e voglio che la mia energia lo contagi. L’arte, a mio avviso, deve risvegliare nell’artista e nel pubblico le energie migliori; in questo mi discosto dall’immagine classica del rocker maledetto e sono in piena sintonia con l’Effetto Terra. Penso che questo ritorno all’agricoltura sia veramente il futuro”.

Riassumiamo il cast di Castellarte che quest’anno annovera: il nipponico Senmaru Kagami, maestro dell’antica giocoleria apotropaica Daikagura; il beffardo clown francese Benjamin Delmas; la bizzarra commistione di rockabilly e magia di Slick Steve & The gangsters; l’acrobata del Cirque du Soleil Olivia Ferraris; lo spericolato escapologo Mister David; lo stralunato Bubblecirckus di Juriy Longhi; i divertenti clown The Beat Brothers; Matthias Martelli, che s’ispira a Dario Fo e ai giullari medievali; la marching band calabrese Takabum; la Scuola di Tarantella Montemaranese; il già citato Simone Vignola; i dinamitardi Exploders Duo; gli Stragatti e la Marilù Band con il loro rockabilly; le atmosfere jazzate del Pierpaolo Iermano Trio; gli scatenati dj set di Vinyl Gianpy e Chopin e i suoi notturni, il gipsy rock dei Barabonzibonzibò, l’hip hop di On Off Crew (Palmisano dj, T-Rabbia MC e Dyanmic Team) e i brani intimisti di G.B. Husband & Ungrateful Sons.

“Abbiamo unito le esperienze diverse da cui proveniamo – spiega il bassista di G.B. Husband Giulio Laudadio – per creare un suono ispirato agli anni ’60 e ’70 che la critica musicale (p. es. Il Manifesto) ha identificato con il mid-west americano.  Da sempre siamo frequentatori di Castellarte che ha iniziato con gli artisti di strada e ha proseguito con gli artisti “in strada”, sarà sicuramente una sfida interessante e stimolante perché saremo una parentesi intimista e più meditativa nella baraonda delle migliaia di persone che frequentano il Festival”.
C’è spazio anche per la fotografia, con un concorso e una mostra organizzati dall’Associazione Culturale Fotografica Colori Mediterranei e per la scoperta del territorio con le visite guidate curate dall’Associazione Mercogliano Mia.

Una nutrita pattuglia di artigiani ed espositori sarà protagonista negli antichi “cellari”, i locali terranei delle case in pietra del borgo di Capocastello, dove mostreranno al pubblico le produzioni del territorio.  Oltre alla parte performativa, Castellarte annovera anche una consolidata offerta enogastronomica di cui sono portabandiera i fratelli Emilio e Federico Grieco dell’Osteria I Santi di Capocastello, pirotecnici artefici della ristorazione del Festival, affiancati dalla friggitoria e braceria curate dall’Associazione in collaborazione con le massaie del luogo, vestali delle antiche ricette realizzate con i pregiati prodotti del comprensorio del Partenio.



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Link Comunicazione
di antonella russoniello
via casale, 20 
83100 avellino
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