giovedì 19 gennaio 2017

Chi va con lo Zoppo... non perde Antonino Cicero e Luciano Troja dal vivo!


Sabato 21 gennaio all'Auditorium Rai di Palermo, venerdì 27 alla Feltrinelli di Messina, sabato 28 al Teatro Rendano di Cosenza: il fagottista e il pianista siciliani finalmente dal vivo per presentare il loro nuovo album
An Italian Tale: Antonino Cicero e Luciano Troja in concerto!



AN ITALIAN TALE
Antonino Cicero e Luciano Troja in concerto!

Sabato 21 gennaio 2017
h. 21.00
Auditorium Rai
Viale Strasburgo 19
Palermo

Venerdì 27 gennaio 2017
h. 21.00
La Feltrinelli Point
via Ghibellina 32 
Messina

Sabato 28 gennaio 2017
h. 17.30
Teatro Rendano
Sala Quintieri
Piazza XV Marzo
Cosenza



Tre concerti di presentazione del nuovo disco An Italian Tale per Antonino Cicero e Luciano Troja! Sabato 21 gennaio all'Auditorium Rai di Palermo, venerdì 27 alla Feltrinelli di Messina e sabato 28 al teatro Rendano di Cosenza, i due musicisti messinesi porteranno dal vivo questo eccezionale album pubblicato da Almendra Music. An Italian Tale è una ricerca in musica tra le storie e le canzoni di Giovanni D'Anzi, che sono state lo spunto ispiratore per due musicisti diversi per estrazione e provenienza ma affini per curiosità, intraprendenza, preparazione e fantasia. Cicero e Troja hanno trovato in un nucleo di canzoni di D'Anzi un territorio da esplorare reinventando – si tratta di musiche originali scritte da Troja – il rapporto tra jazz e melodia italiana, equilibri classici e songbook, per condurre l'ascoltatore tra atmosfere, suggestioni e fantasie del secolo scorso, verso un oggi possibile. 

"In questa galleria c'era una volta un re: Giovanni D'Anzi. Scrisse magiche note, e la più dolce serenata la cantò per Milano". Così recita la targa commemorativa dedicata a Giovanni D'Anzi (1906-1974) in Galleria del Corso a Milano. Un omaggio della sua città all'autore di Madunina e di alcune tra le più famose canzoni della nostra storia: pensiamo a Ma l'amore noBellezza in biciclettaVoglio vivere cosìMa le gambe, entrate subito nel canone della canzone italiana, in un periodo storico in cui una dittatura finiva e il dopoguerra avviava una modernità "americana", improvvisa e incompiuta. Il cinema, le canzonette, la radio, i vinili, la gommalacca e il Campari, e Milano, l'Italia, le bellezze e le biciclette, memorie di un'Italia che non c'è più, che in quella musica trovava respiro e rinnovamento senza smarrire le proprie peculiarità. A tutto ciò si ispira il nuovo lavoro prodotto e pubblicato dalla factory palermitana Almendra Music: una suggestione musicale, sociale e culturale che diventa un esperimento strumentale, artistico, umano.



È una strana coppia, quella fagotto e pianoforte, una felice e originale anomalia che fa da chiave di volta dell'intero album: Luciano Troja è un compositore e pianista jazz di fama internazionale (non è raro trovarlo su All About Jazz USA, Cadence o Stereophile, o vederlo dal vivo a New York), Antonino Cicero è un fagottista tra i più attivi e preparati in area classica. I due hanno trovato nella melodia, nella cantabilità, nella narrazione strumentale il punto di incontro che rende An Italian Tale, per usare le parole dello stesso Troja, "una specie di colonna sonora di un film immaginato, legato a un periodo storico, magari girato in bianco e nero". 

Ricorda Cicero: «La cantabilità del repertorio swing della canzone italiana anni '30 e '40 mi attrasse subito. Da lì venne l'ispirazione che il fagotto potesse benissimo suonare, anzi "cantare", quelle melodie retrò, ricche sì di swing, ma al tempo stesso classiche nell'impostazione del canto, accompagnate da eleganti orchestre che riecheggiavano e rielaboravano all'italiana lo swing di quegli anni. Da questa scoperta e dalla ricerca che ne seguì, capii che la canzone italiana di quegli anni univa naturalmente le tradizioni classiche e belcantistiche con il jazz, e mi venne in mente di proporre a Luciano questa "forma" come punto di partenza, materia musicale da condividere per suonare insieme». Aggiunge Troja: «Quando Antonino mi ha parlato di un approfondimento sulla canzone italiana del periodo fascista e dell’immediato dopoguerra, non me lo sono fatto ripetere due volte. Sia per l’interesse naturale per questo repertorio, sia perché Antonino è uno splendido musicista, curioso, e soprattutto molto attento alla melodia. Amando molto le opere monografiche, mi è sembrato naturale proporgli di partire dalle canzoni di D’Anzi, tuttavia era molto più intrigante non semplicemente rielaborare le canzoni o riarrangiarle per improvvisarci sopra. Molto meglio scrivere dei brani nuovi che si ispirassero a D’Anzi, a quell'epoca, a un certo nostro modo di sentire la melodia, tutto italiano, rivolto istintivamente oltreoceano ma destinato a guardarsi dentro, con i nostri inevitabili cromosomi melodrammatici. Ho avuto la possibilità di scrivere un album di temi originali, e quindi realizzare insieme ad Antonino un disco dove l’esposizione della melodia è l’elemento preponderante: pensare che queste melodie fossero "cantate" al fagotto (perché Antonino lo fa cantare il suo fagotto), era l’altro importante motivo che mi entusiasmava».



Info:

Almendra Music:

Luciano Troja:

An Italian Tale su Bandcamp:

Synpress44 ufficio stampa:



 

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